Ciauscolo IGP: il salume delle Marche

Ciauscolo IGP: il salume delle Marche

Tra i prodotti simbolo dell’enogastronomia marchigiana, il Ciauscolo IGP, il salume delle Marche occupa un posto d’onore.
È molto più di un semplice salume: rappresenta una storia di tradizione, lavoro contadino e identità culturale che da secoli accompagna la vita delle famiglie dell’entroterra.
Dalle colline tra Macerata, Ancona, Fermo e Ascoli Piceno, fino alle pendici dei Monti Sibillini, il profumo del Ciauscolo racconta un legame profondo tra uomo e territorio, un sapere antico tramandato con orgoglio di generazione in generazione.

Oggi, il Ciauscolo IGP è riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo come uno dei salumi tipici più rappresentativi delle Marche, protagonista di antipasti rustici, degustazioni e sagre locali.


Le origini del Ciauscolo: tra storia e tradizione contadina

Il termine “Ciauscolo” deriva dal latino Ciausculum, che significava “piccolo cibo” o “spuntino”, a testimoniare la sua funzione di alimento quotidiano e genuino.
Nell’antichità, il maiale era considerato una risorsa preziosa per le famiglie rurali, capace di “sfamare intere generazioni di marchigiani”.
Ogni parte dell’animale veniva utilizzata e nulla andava sprecato: con le carni di seconda scelta si preparava questo salume morbido e spalmabile, perfetto da consumare su pane casereccio o piadine locali.

Il Ciauscolo non era solo cibo, ma moneta di scambio e dono di prestigio.
Si offriva ai notabili del paese come segno di riconoscenza, e in ogni casa contadina la preparazione del ciauscolo era un rito che univa famiglie e vicinato.


La lavorazione: un’arte norcina che si tramanda nel tempo

La ricetta del Ciauscolo si basa su un perfetto equilibrio tra ingredienti, manualità e tempo.
La carne di maiale utilizzata proviene da tagli selezionati: pancetta, spalla, lonza e rifilatura del prosciutto, a cui vengono aggiunti sale, pepe, vino rosso e aglio pestato.

La lavorazione prevede:

  1. Macinatura fine (2–3 mm), ripetuta fino a tre volte per ottenere una consistenza cremosa e omogenea.
  2. Riposo dell’impasto per circa 24 ore, in modo che aromi e spezie si amalgamino perfettamente.
  3. Insacco in budello naturale di suino o bovino, legatura con spago di canapa e successiva asciugatura.
  4. Stagionatura di almeno 15 giorni, in ambienti umidi e freschi (8–10 °C), che dona al prodotto la sua consistenza morbida e il caratteristico aroma dolce e speziato.

Le condizioni climatiche delle colline marchigiane favoriscono la stagionatura naturale, mantenendo il Ciauscolo morbido, saporito e spalmabile: un salume unico nel panorama italiano.


Il riconoscimento IGP: qualità e tutela del territorio

Nel 2009, il Ciauscolo ha ottenuto il marchio europeo IGP – Indicazione Geografica Protetta, riconoscendo ufficialmente la sua origine e il legame con le Marche.
Il disciplinare stabilisce che la produzione deve avvenire esclusivamente nelle province di Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, rispettando precise norme su tagli, ingredienti e metodi di lavorazione.

Questo riconoscimento ha dato grande visibilità al prodotto, tutelando la sua autenticità, ma ha anche posto sfide economiche ai piccoli produttori, spesso impossibilitati a sostenere i costi del disciplinare.
Per questo, molti artigiani locali continuano a realizzare salumi simili con nomi diversi — come Villanello, Salame morbido o Salame spalmabile — mantenendo viva la tradizione norcina marchigiana.


Il contest del “non-Ciauscolo”: la qualità oltre il marchio

Nel 2019, durante la Fiera RACI – Radici Agricoltura Cultura Innovazione di Villa Potenza (Macerata), si è svolto un contest molto particolare: la gara per eleggere il miglior “ciauscolo non ciauscolo”.
Un’iniziativa nata per valorizzare le piccole aziende artigianali escluse dal circuito IGP ma fedeli ai metodi tradizionali.

Le degustazioni sono state condotte da un comitato di esperti, tra cui l’Accademia della Cucina Italiana, l’Associazione Cuochi di Macerata, l’Istituto Alberghiero di Cingoli e la Coldiretti.
L’obiettivo era riconoscere la qualità, la genuinità e la passione di chi continua a produrre il ciauscolo con metodi antichi, esaltando la biodiversità gastronomica delle Marche.

Un segno che la forza di questo prodotto non risiede solo nel marchio, ma nella storia e nell’identità di un territorio.


Ciauscolo e gastronomia marchigiana: un simbolo da gustare

Il Ciauscolo IGP è protagonista assoluto degli antipasti marchigiani.
Servito su crostini di pane, accompagnato da pecorini locali, miele e verdure sott’olio, è un’esplosione di sapori autentici.
La sua consistenza morbida lo rende perfetto anche come base per ricette innovative: paste rustiche, farciture, panini gourmet o abbinamenti con vini bianchi strutturati e rossi giovani.

Tra i migliori abbinamenti enologici spiccano:

  • Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC, fresco e minerale,
  • Lacrima di Morro d’Alba DOC, profumato e fruttato,
  • Rosso Piceno Superiore DOC, dal gusto equilibrato e armonico.

Il Ciauscolo, oggi come ieri, rappresenta l’anima più genuina della cucina marchigiana: un ponte tra passato e presente, tra artigianalità e sapori che sanno di casa.


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  • degustazioni di prodotti tipici marchigiani,
  • tour tra cantine, frantoi e mercati locali,
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Un modo per scoprire le Marche attraverso i suoi sapori, le sue colline e la sua gente: un viaggio nel cuore della tradizione.

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Domande frequenti sul Ciauscolo IGP

1. Che cos’è il Ciauscolo IGP?

È un salume tipico marchigiano, morbido e spalmabile, ottenuto da un impasto di carni suine selezionate, aromatizzate con sale, pepe, aglio e vino rosso.

2. Dove si produce il Ciauscolo IGP?

Il Ciauscolo IGP si produce nelle province di Macerata, Ancona, Ascoli Piceno e Fermo, zone che offrono il microclima ideale per la sua stagionatura.

3. Come si mangia il Ciauscolo?

Tradizionalmente si spalma su pane rustico o crostini. Ottimo anche per condire primi piatti o come ingrediente per ripieni e focacce.

4. Quali vini abbinare al Ciauscolo?

Perfetto con vini rossi leggeri come Rosso Piceno o con bianchi strutturati come il Verdicchio dei Castelli di Jesi.

5. È possibile acquistarlo online o in botteghe locali?

Sì, il Ciauscolo IGP è disponibile sia nei negozi di prodotti tipici sia online presso produttori certificati e consorzi locali.

5. È possibile acquistarlo online o in botteghe locali?

Sì, il Ciauscolo IGP è disponibile sia nei negozi di prodotti tipici sia online presso produttori certificati e consorzi locali.

6. Esistono varianti del Ciauscolo?

Sì, molti piccoli produttori realizzano versioni artigianali non IGP, come il Villanello o il Salame morbido spalmabile, nel rispetto della ricetta tradizionale.


Conclusione

Il Ciauscolo IGP non è solo un salume: è un racconto di sapori, tradizioni e legami familiari che rappresentano l’anima delle Marche.
Un prodotto genuino, nato da mani sapienti e da un territorio che ha fatto dell’artigianalità la sua forza.

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