Vigneti Pittaro e Museo del Vino

Situata a Codroipo nel cuore delle Grave del Friuli, di fronte alla base delle Frecce Tricolore e a pochi chilometri da Villa Manin, l’azienda è stata fondata negli anni ’70 da Piero Pittaro, personalità di spicco nel campo enologico internazionale, con alle spalle una famiglia di vignaioli con ben quattro secoli di storia.

La cantina, inconfondibile nella sua linea architettonica che sposa tradizione e modernità, occupa una superficie di oltre 3.000 metri quadrati. Vanta un’indiscussa eccellenza nella spumantizzazione Metodo Classico per la produzione dei quali vini, da qualche anno è operativa una nuova cantina situata nelle immediate vicinanze del plesso principale.

La cantina è impreziosita da un interessante museo del vino nato dalla ricerca e dalla passione di Pietro Pittaro che, mosso dal desiderio di preservare la storia dei luoghi e della vite, di tramandare la memoria dei processi e degli attrezzi più comuni frutto dell’ingegno delle generazioni passate, negli anni ha messo insieme un vero tesoro di grande interesse etnologico: una collezione che raccoglie più di 9.000 pezzi

L’esposizione comprende :

  • le stampe: tutte originali, su carta coeva, a soggetto bacchico, sono circa 150, coprono quattro secoli di pittura e arte grafica dal 1500 a tutto il 1800. Riproducono grandi quadri di grandi pittori.
  • la glass collection comprende: Vetri veneziani con molti pezzi “da parata”, ossia creati come arte e non per uso comune; Vetri di Boemia (Biedermeier) veri e propri capolavori dell’artigianato artistico nei quali l’uva e bacco ricorrono molto frequentemente; Boites o caves a liqueur di origine francese e inglese venivano usate sulle carrozze dei nobili, per i lunghi viaggi. Si tratta di piccole scatole finemente decorate che contengono quattro bottiglie per liquori e quindici bicchierini; Le bottiglie da vino quattro bottiglie del ‘600, più di trecento del ‘700 e, una quantità notevole dell’ ‘800 illustrano le tappe dell’affascinante storia di questo contenitore nato in Inghilterra nel 1653.
  • Attenzione particolare merita la collezione unica al mondo dei bastoni da passeggio a tema vino. Da clava usata nell’antichità per difendersi dagli animali o dai propri simili, a simbolo di comando di Re, Imperatori e Papi, Il bastone è sempre stato un attrezzo usato dall’uomo e ricco di storia e di fascino.

Dalla metà del 1800 il bastone, con l’impiego di materiali preziosi, diventa accessorio di moda finemente decorato nell’impugnatura e utile, nella canna, come contenitore per tutti i gusti e per tutte le professioni. Si trovano canne con penna, pennino, calamaio, necessaire per medici, chirurghi, notai, dentisti, barbieri, ricamatrici, profumi,necessaire per pic-nic, gioielli, ventagli, cannocchiali da teatro, e l’elenco può continuare all’infinito.

Il Museo del Vino dei Vigneti Pittaro espone 180 bastoni enoici collezionati in quarant’anni di ricerca

Le canne sono di materiali quali legno di Malacca, ebano, bois d’amour , legno di frutto, palissandro, legno di pernice, ginepro, nocciolo, bambù, bois de rose, tartaruga, e tanti altri.

Le impugnature sono: oro, argento, bronzo, legno duro, avorio, corno di rinoceronte, corni di animali, ossa di balena, noccioli di Cayenna, tartaruga e via elencando.

Quasi tutti sono incisi, intagliati artisticamente con grappoli d’uva, simboli bacchici, teste di animali. Lo stesso dicasi per le canne. Quello però che li identifica come oggetti del vino sono i contenuti. Svitando l’impugnatura si trova un oggetto utilissimo, il cavatappi, oppure una bottiglietta sottile e lunga, con relativi bicchierini, dove veniva contenuto il Cognac o il Whisky, oppure ancora il necessaire per pic-nic, il mostimetro, il termometro per controllare la temperatura del vino.

Questi preziosi oggetti della moda son quasi tutti d’origine francese e inglese. Pochi italiani, austriaci o di altri paesi. Tutti sono collocati in bacheche, con visibili e bene in evidenza i contenuti.

Di grande interesse inoltre:

biblioteca: consultabile su richiesta conta circa 3.000 volumi, dall’Agostino Gallo del 1500, alla ricca letteratura enoica del ‘600,’700 fino ai giorni nostri.

Ricostruzione degli ambienti dove si svolgeva l’attività artigianale legata al vino del tempo che fu: Vecchio ufficio;Dispensa; Bottega del bottaio; Bottega del sugherai; Bottega delle pompe e delle tappatrici; Bottega degli attrezzi per la vigna; La vecchia cantina; L’osteria; La bottega dei pesi e misure del vino; La vetreria; La distilleria

Credit:

Archivio PromoTurismoFVG

ph : @f.gallina


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